Il ciclo vitale
Quando si vengono a creare le giuste condizioni di umidità e temperatura il fungo produce i corpi fruttiferi. I tartufi sono a tutti gli effetti il “frutto” del fungo e contengono al loro interno le spore, il mezzo che il fungo usa per propagarsi.
I tartufi sono formati da una parete esterna detta peridio che può essere liscio e chiaro, come nel caso del Bianco pregiato, oppure scuro e dotato di scaglie pronunciate, come per lo Scorzone estivo. L’interno prende il nome di gleba e contiene le spore.
Il colore anche qui può variare dal bianco, al marrone nocciola oppure al nero violaceo a seconda delle specie. Le spore, se si vengono a trovare nelle condizioni adatte, sono in grado di produrre un nuovo micelio.
Esso andrà a legarsi con gli apici delle radici, garantendo la riproduzione del fungo.
Vivendo completamente sotto terra questi funghi hanno dovuto sviluppare una strategia che permettesse alle spore di diffondersi il più possibile, aumentando quindi le probabilità che qualcuna possa venirsi a trovare nelle giuste condizioni per geminare.
È qui che l’intenso profumo emanato dai tartufi gioca un ruolo fondamentale.
Non è un caso che ne siamo attratti in modo quasi irresistibile, e come noi anche i cani, le volpi, i topolini e le talpe, per finire con diverse specie di insetti… Il tartufo “vuole” infatti essere mangiato perché è questo il suo modo per diffondere le spore che contiene, nell’ambiente.







